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    April 27

    VISITA DISTRUZIONE A REGGIO EMILIA E DINTORNI (part two)

     
    Riassunto delle puntate precedenti: i coniugi Cascone danno alla luce un figlio che 20 anni dopo invita un amico in vacanza che, dopo un complicato intreccio narrativo, viene adottato dalla famiglia e nominato erede universale

    Suonare a tarda ora il citofono di Orietta Berti al grido di "Quando l'amore viene il campanello suonerà" è forse uno degli ultimi piaceri della vita, così come il pisciare nel fiume sede di un recente tragico ritrovamento o negli sconfinati giardini estensi, compremettendone l'habitat naturale per i prossimi dieci secoli. Si apre così l'interessante capitolo dei rammaggi.

    Molti sono stati i danni arrecati a cose e persone durante il nostro soggiorno in trasferta. I damages casalinghi individuano ahimè in Pino la vittima privilegiata.
     
    - Immemore del fatto che Pino mi avesse detto di non usare il videoregistratore, un bel pomeriggio mi viene la bella idea di pescare tra le decine di videocassette disponibili in casa proprio il suo film preferito, Novecento di Bertolucci, il cui nastro è stato irrimediabilmente divorato dagli ingranaggi metallici della macchina assassina. Per rimediare allo sgarbo gli
    ho comprato il dvd di The Corporation, visto poi insieme e da lui apprezzato con applausi a scena aperta all'indirizzo di Michael Moore.
     
    - Scomparsa delle chiavi della stanza di Pino. Le ho lasciate sullo zerbino d'ingresso poco prima di un match a ping pong senza esclusione di colpi e non le ho più ritrovate.
     
    - Lavaggio delle pacche dell'igienico Paolo con la saponetta biologica per le mani di Pino, il giorno dopo inspiegabilmente puzzolente e piena di peli neri.
     
    - Perdita del fascicolo con gli orari dei pullman indispensabile per Titti e il suo lavoro. Più volte ci è stato ingiunto di non toccarlo, ma portato inspiegabilmente con me perchè "non si sa mai". Dimenticato sul tavolino di un bar di Reggio, recuperato il giorno dopo e riposto di nuovo nel suo cassettino come se niente fosse con abile colpo felino.
     
    - Non scordiamoci del danno arrecato da Manuel all'impianto elettrico della casa. Amante della cugina del pirotecnico Paolo e ospite solitario del piano di sopra nelle ore in cui Titti è al lavoro, decide di cucinare una obbrobriosa torta di mele degna di Edvard Munch distruggendo il forno e facendo zompare la corrente quasi con nonchalance. Non è stato accusato da nessuno, ma i sospetti ricadono tutti su di lui.

    Ringrazio gli amici del luogo che sono stati così carini e ospitali con noi e che ci hanno portato in tanti bei posticini.

    Un grazie a Tommi, un figo da capo a piedi, e allo stereo del suo Santa Fè che pompava "We are Devo" a tutto volume mentre io
    e lui facevamo i coretti. Commovente l'abbraccio del primo giorno alla Caserma Zucchi di Reggio (da me ribattezzata Caserma Azuki, in onore di Mila): ci scorgiamo in lontananza, lui lascia cadere gli oggetti che ha in mano e corriamo l'uno incontro all'altro come in ogni cartone animato giapponese che si rispetti, mentre le telecamere ci girano tutte intorno e parte la musica di Carramba. Anima gemella.
     
    Grazie anche a Valentina, (ex? ) fidanzata di Tommi, davvero gentilissima nel chiamarci ogni giorno e talvolta mandandoci addirittura un sms ciascuno per informarci dei programmi della giornata. E' lei che ci ha accompagnati nella discoteca truzza locale, ove io e l'incontenibile Paolo avremmo messo a duro repentaglio la moralità sessuale delle fanciulle del luogo (ma anche no). Resistente a ogni tipo di insulto, da brava mugnaia vive sperduta nelle campagne. Dopo una elevata esposizione alla sua persona viene tanta voglia di latte.
     
    Ma un grazie va soprattutto a Paolo (non Paolo Paolo, un altro Paolo), paziente e instancabile autista, costretto ad accompagnare a casa suo malgrado una nostra amica, deviando di oltre 30 chilometri sulla rotta prestabilita.
     
    Non da meno il caro Cippo, attento allievo ligio nell'apprendere le basi del dialetto napoletano con me in veste di docente.
    Memorabili i suoi rasta, stabili da 3 lunghi anni, che ci dimostrano ancora una volta che tragedie come quelle di Chernobyl non ci hanno insegnato proprio nulla. La parte più pesante dei suoi discorsi è l'alito, ma ciò non toglie che gli vogliamo tanto bene lo stesso.
     
    Esemplare a sè è senza dubbio Sid, altrimenti detto cantante delle Vibrazioni per la netta somiglianza, personcina assolutamente squisita, sconvolto da manie piromani che lo aggrediscono ogniqualvolta esagera con l'alcol. Con 40 euro di Bayley's e due pietre focaie sarebbe in grado di dare alle fiamme tutta l'Emilia Romagna.
     
    Saporito e affettuoso anche il proletario Ibrahim, che ci ha ospitati una sera da lui in attesa di uscire e conseguentemente sottoposto a un'intervista sulle tribù berbere del Marocco da parte del multietnico Paolo, mentre io tentavo il collegamento a Msn. Anche lui quasi morbosamente affascinato dal dialetto napoletano non è sfuggito alla contaminazione culturale partenopea.
     
    Non posso di certo dimenticare l'ineffabile Matteo, metallaro in apparenza ma in realtà docile e mansueto nell'animo. Dalle accese discussioni in ambito musicale è venuto fuori che conoscevo più gruppi metal io, ma il solo pronunciare il nome "Lemmy" (cantante dei Motorhead, ndr) bastava ad eccitarlo in maniera molesta e irreversibile.
     
    In fondo (a destra) al mio elenco, Linda e Verusca con le quali ho scambiato purtroppo poche parole. La prima credo sia rimasta ammaliata da quel rubacuori di Paolo, mentre la seconda fa dei rutti da competizione più potenti dei miei.
     
    Dispiace non aver visto l'amico Ciko, avrebbero potuto portarlo qualche sera con sè..

    Questi sono i fatti salienti avvenuti in questi 10 giorni volati via veloci in questi luoghi ameni e che probabilmente rivedrò molto presto, così, tanto per rovinarne il ricordo.
     
    A breve gli esclusivi contributi audio e video della vacanza

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