| adreeano's profileAmmasso informe (part tw...PhotosBlogLists | Help |
|
April 21 VISITA DISTRUZIONE A REGGIO EMILIA E DINTORNI (part 1)Viaggio di due selvaggi a contatto con il mondo civilizzato
Visto che soffro di perdita di memoria a lungo termine, scriverò di getto quanto accaduto negli ultimi 10 giorni della mia vita in modo da che tutto ciò che ho fatto non cada nell'oblìo.
Dall'11 al 19 aprile 2006 io e il mio fidato amico Paolo abbiamo visitato la ridente città di Reggio nell'Emilia, ammirandone gli splendidi parchi, gli intricati vicoli e i numerosi monumenti. Questo è quello che avrei scritto se avessi dovuto scrivere un tema in merito per la maestra ed è probabilmente quello che dirò a mia madre riguardo un viaggio che ci ha visti, tra le altre cose, incendiare cassonetti dell'immondizia, bussare al citofono di Orietta Berti e fuggire, truffare ingenue commesse e fare uso di sostanze con fini non prettamente terapeutici. Ma andiamo con ordine. L'ex-ex single Paolo vuole dimenticare i suoi guai passionali e decide di andare a trovare alcuni parenti settentrionali (emigrati molti anni fa) insieme ai suoi genitori. Invita a tal proposito il suo brillante, arguto e sexy amico Adriano (io), che però deve meditare a fondo prima di decidere se passare fuori tutte le vacanze di Pasqua. Dopo 1,5 secondi gli dice di sì e qualche giorni dopo si parte.
Il viaggio in treno dura circa 6 ore. Il panorama all'esterno cambia gradualmente tonalità da grigio scuro a verde e, all'altezza di Arezzo, nello scompartimento scelto accuratamente in base al rapporto quantità/qualità delle ragazze, entra la ragazza che ci farà compagnia da lì fino a Reggio. Ammaliata lei dalla nostra contagiosa simpatia e intrigati noi dai futuri possibili favori sessuali, cominciamo a parlare del per e del diviso. Figlia di madre marocchina e padre ispano-francese, ci ha accennato tutti i suoi viaggi compiuti intorno al mondo fino al suo ultimo trasferimento e gli innumerevoli mestieri svolti, mentre noi giungiamo alla conclusione che Borghezio dovrebbe voler cacciare dall'Italia non gente come lei, ma fancazzisti e parassiti come noi.
Un taxi ci conduce fino alla sede del nostro alloggio (località Codemondo) mentre io, massaggiandomi il pipino, mi rendo conto che qui anche i tassisti sono in grado di fare discorsi intelligenti e discretamente argomentati (in questo caso sulle elezioni politiche) a differenza degli obbrobriosi tassinari napoletani abusivi unti e bisunti. Nella villa i parenti del buon Paolo sono così disposti:
piano di sopra: cugina Titti + zii e genitori del mai domo Paolo
piano di sotto: cugino Pino Appena arrivato paleso loro il mio cordiale dono di ringraziamento per l'ospitalità costituito da due bottiglie di vino che sarebbero state svuotate la sera stessa.
Al piano di sotto c'era anche la nostra stanza.
Pino è un incrocio tra Che Guevara e Tonio Cartonio. E' forse la persona più comunista che io abbia mai conosciuto, ma nel senso più puro del termine, una persona piena di ideali e con una filosofia di vita tutta propria, ma giusta e coerente. In casa sua è d'obbligo entrare scalzi, lui dorme su un tatami e usa solo prodotti biologici equi e solidali, dal dentifricio, al detersivo, al sale che egli stesso spezzetta col mortaio. Anche i vestiti sono di questo genere. Probabilmente uscendo durante un giorno di pioggia gli si sfalderebbero in pochi secondi. Ma comunque per lui non sarebbe affatto un problema, dato che pratica il naturismo. Di mestiere fa l'educatore e organizza eventi nelle scuole o nelle carceri, un lavoro che gli ha permesso di costruirsi una piscina e un giardino rigoglioso (che coltiva con costanza) e che giù da noi non avrebbe mai potuto fare. D'estate non si contano i party in piscina che radunano decine di persone. La leggenda vuole che durante una di queste festicciuole il padre di Pino sia stato avvistato in acqua ubriaco fradicio e abbracciato a una ragazza. Fuori casa campeggia in bella vista una bandiera della pace, dentro non c'è nè tv nè prende il cellulare. Dedito al naturismo, fin dal primo giorno mi ha concesso il rutto libero, salvo pentirsene subito dopo. IL CLIMA
Il clima dell'Emilia è il più anomalo che abbia mai visto. Sarà che aprile è pazzerello, ma in una giornata si poteva passare dai 30 gradi all'ombra, al temporale, fino a temperature prossime allo zero assoluto. La natura è incontaminata, intorno a noi, oltre al vicinato e alle strade, c'era il nulla cosmico. Solo campagne, pace, natura, animali, coltivazioni. Durante una scampagnata in bicicletta, io e l'adorato Paolo abbiamo quasi sfiorato il senso della vita.
LE CITTA' VISITATE
Reggio Emilia è una città caruccia, al pari della rivale Parma, sia esteticamente che economicamente: seduto a un tavolino, dopo aver sorseggiato una cedrata e letto una copia del Manifesto e con conseguente alto tasso di figaggine, chiedo al barista un bicchiere d'acqua naturale e il bastardo mi chiede 50 centesimi. Mille lire per un po' d'acqua di rubinetto. Con astio e spocchia gli faccio rilasciare la ricevuta fiscale in modo che possa pagare delle tasse su quel bicchiere d'acqua.
Da ricordare l'università di Reggio Emilia per le pittoresche sedute di laurea (in Scienze della Comunicazione --> I negozietti interessanti sono pochi. Abbastanza scandaloso che in Emilia le librerie (anche le più fornite) non abbiano i libri dell'indigeno Luttazzi. Scandaloso anche che nella videoteca in cui sono stato non sia riuscito a trovare ben due film che cercavo per riparare al rammaggio fatto a Pino (vedi sotto). Nota di merito invece per il negozietto di dischi di Reggio, in cui il proprietario, di fronte alla richiesta di Homework dei Daft Punk, mi ha risposto "Bravo!", salvo prodursi con me in una discussione sulla musica elettronica.
All'interno dei baretti spesso e volentieri ci sono abbondanti e ghiotti buffet a completa disposizione dell'avventore. Io e il goloso Paolo, nel bar Segafredo del centro di Reggio, ordinando due soli bicchieri di vino, abbiamo effettuato un pranzo vero e proprio. Sedere al tavolo, assaporando una tartina e sfogliando il giornale portando alla bocca un sorso di Sangiovese, ci ha presto condotti in uno stato di semi-beatitudine riconducibile alla sindrome di Stendhal, facendoci nuovamente intuire l'Assoluto, il Sublime, e facendoci dimenticare che la Segafredo Spa è proprietà di un ex senatore di Forza Italia.
I camerieri e le cameriere sono più gentili e sorridenti che da noi (fatta eccezione per quello dei 50c per bicchiere d'acqua) e probabilmente anche più ingenui, dal momento che in una tavola calda ho mangiato due volte con lo stesso scontrino prontamente recuperato dal bancone con agile tocco di mano. Lo so, faccio schifo, ma avevo troppa nostalgia di casa.
In giro per le strade ci sono parecchi immigrati e, a differenza di Napoli, molti di essi sono anche benestanti, a giudicare dal loro modo di vestire. Nonostante siano così numerosi e integrati nella società, non mancano comunque razzismo e intolleranza (non dimentichiamoci che siamo in Padania). In tutto avrò visto all'incirca tre motorini e una quindicina di donne incinte. Continua... TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://erezionecutanea.spaces.live.com/blog/cns!C1DA04B7ECE443D3!112.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|